Della musica dell’amore


Si si si, certo, lo so, Etechs parla di tecnologie, parla di internet, di windows, di microsoft di google…. certo certo certo.

Oggi no!!!

Ieri Microsoft ha accusato Google di leggere le mail, oggi invece ha intimato il pagamento di alcune fee agli utenti di RedHat sulla base di presunte copie di codice brevettato.

Oggi alcuni bloggers sono finiti sul giornale, sulla carta stampata e si sa verba volant scripta manent e dove sbagliano nome… lo sbagliano in milioni di copie (povero Napolux)

Oknotizie è sempre in fermento….



Si insomma, un sacco di gente, un sacco di cose di cui scrivere sulla tecnologia e dintorni.

Ma no, oggi no

Oggi musica e sentimeno!

Come ogni persona che si rispetti, ho una vita privata, dei sogni, degli obbiettivi, dei gusti e tante tante altre cosine che tutti abbiamo implicite nel nostro essere e modo d’essere.

Sono uffcialmente un maniaco della musica Live.

Solitamente ai concerti mi diverto, vuoi per la buona e sana musica, vuoi per la compagnia, le battute, gli scherzi, gli sberleffi, la birra, isomma per tutte quelle cose che fanno di un concerto un evento, un pezzo di vita da fotografare e memorizzare.

Purtroppo ieri sera non è stato così.

Son 5 anni che seguo i Rad1 una cover band che si distingue dalle altre per il suo modo rockettaro di affrontare una cover, per i suoi medley sempre più pazzi. Stupiscono, divertono ed emozionano con i loro retaggi sonori.

Il cantante: esuberante frontend da aspettacolo, l’uomo che sta davanti a tutti, la voce che tutti ascoltano, potente, alle volte cattivo, ruggente, graffiato, non disdegna una certa tenorità (passatemelo dai) bravo veramente bravo.

Il batterista: battente uomo che sta dietro ma che tutto comanda, l’uomo il tempo, capace di farti vibrare la cassa, non la sua, tua cassa, quella toracica. Capace con un giro di rullante di farti battere fortissimo il cuore, trascinante nei suoi stop, dei controtempi a volte inaspettati ma spettacolari. Lui sta dietro ma col suono sta davanti.

Il chitarrista: pelato dalle dita inafferabili, a volte in power altre in assolo. Un mago della corda, mette il plettro qui schitarra di la, violenta la corda bassa ed assieme accarezza quella alta.

Il bassista: pizzo lungo sguardo folle, un vero conoscitore della musica, colonna sonora di ogni canzone capace di tutto, sempre presente. Un personaggio veramente invidiabile.

Il tastierista: quello nuovo, bravo, veramente bravo, un bel tocco ma non solo, un cantante d’accompagnamento.

Questi sono i protagonisti di una serata che non avrei voluto vivere.

Al Bowling di Rovigo, più precisamente al Fanatikò, durante la stagione invernale passano ogni Mercoledì delle band che ci aiutano a passare questi tristi giorni che ci separano dell’estate prossima. Così a colpi di cover e di birra si passa l’inverno in compagnia.

Purtroppo il posto ha un’acustica terribile! un soffitto capace di riverberi incredilibili ed imprevedibili.

Ma i Rad1 hanno sempre fatto una gran bella figura ed hanno sempre avuto un gran coraggio a presentare le loro nuove produzioni.

Ieri son partiti con un Medley dei Police, poi hanno continuato con un medley di PAVAROTTI!!!!! Il Pavarotti Rock non è una brutta idea, se non che, secondo me, hanno “cannato” tutta la base strumentale.

Poi passano a Zoombie fatta un po’ più cattiva, fatta seria, con le corde che si strappano, con un trasporto che a mio avviso solo loro sono in grado di darti, non nascondo che questa canzone è la mia preferita, è proprio bella!

Bellissimo il duetto fatto con le canzoni dei System of a Down, era la prima volta che vedevo il tastierista ma dev’essere un pazzo colossale! La voce c’è e si sente, le espressioni ci sono tute, azzeccatissime!

Ma qualcosa di storto c’era, non mi sembravano divertiti, perlomeno il bassista, che è sempre stato un gran mattacchione, era serioso, non proprio il terribile bassista di sempre.

Hanno semrpe fatto spettacolo e divertimento, ieri sera no, almeno molto sotto tono.

Non so cosa sia successo, ma ho visto un gruppo che è passato dal suonare per divertirsi al suonare per lavorare. Almeno così m’è parso.

Ora mi chiedo se è così, perchè cominciare a suonare in locali pubblici per poi diventare famosi per poi non divertirsi più. Gli spettatori sentono non solo la musica ma anche i sentimenti che ha la band nei confronti della canzone cantata, perciò ieri non avrei voluto vedere, sentire e partecipare. Perchè ho percepito che non è più quel gruppo che andava per la metropolitana di Milano cantando i Queen a cappella per raccimolare 2 soldini, perchè oggi sono il gruppo che ha suonato sul palco dell’Alcatraz, l’unico palco degno d’essere tale.

Non se la tirano, questo no, ci mancherebbe, sarei tornato a casa nel giro di 10 minuti.

M’è venuto un senso di tristezza, di rabbia, perchè non deve andare così, perchè la musica, per come l’ho sempre vista e sentita io, è qualcosa che ti deve toccare nell’animo, deve farti sentire che non è solo una vibrazione nell’aria ma una vibrazione di tutto, persino dei sentimenti, un’emozione che viene trasmessa. Può essere una rabbia incalzante, un furore, o una dolcezza esasperata o una lacrima negata al pubblico, non importa di colore è il sentimento l’importante è che sia la canzone e gli interpreti della canzone a generarlo.

Così come ho visto ieri sera m’hanno trasmesso solo una piatta vibrazione sonora.

Quando si passa dalla passione alla passione/lavoro tutti fanno questa fine?… è probabile ma la musica non dovrebbe essere così.

Della morte della musica, della morte dell’amore.

Della musica dell’amore ultima modifica: 2007-10-11T00:00:00+00:00 da Enrico

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