Che cosa è un database?


La definizione ufficiale (odiosa quanto stringata) è
"un insieme organizzato di dati utilizzato per modellare
tipi di organizzazioni o di modelli organizzativi"
. Cosa
significa? è la rappresentazione informatica strutturata
ed organizzata di quello che ci circonda e dei processi di ciò
ce ci circonda.
Nel preciso momento in cui si raccolgono dati e li si scheda o organizza
in modo tale da essere reperibili, ebbene stiamo facendo un database,
quando prendiamo la nostra rubrica telefonica sul cellulare o quella
cartacea accanto al telefono di casa, quello è un vero e
proprio database.

Passiamo subito alla prima distinzione tra database:
Questa distinzione viene fatta funzionalmente, cioè descrive
a cosa servono i database.
Database Operativi e Database Analitici

I database Operativi sono praticamente ormai radicati
nella gestione delle aziende, essi sono contenitori di informazioni
che rappresentano dati dinamici, cioè dati in continuo mutamento,
si provi a pensare ai database degli scambi finanziari in borsa,
oppure al molto più semplice database di officina con tanto
di pezzi di ricambio in continuo carico scarico ad ogni acquisto
o vendita.

I database Analitici sono invece raccolte di dati
storici, consultabili per estrapolarne statistiche, esempio classico
è il censimento che tenta di raccogliere tutti i dati relativi
alle famiglie italiane, magari nel 2030 potremmo vedere l’andamento
generale della popolazione a partire dal nuovo millennio su base
statistica di 30 anni.

Un ulteriore distinzione viene fatta sulla struttura vera e propria
del database, su come viene organizzato.
Abbiamo database di tipo gerarchico, reticolare, relazionle o ad
oggetti.

I database Gerarchici Sono i più anziani
e a mio avviso i meno semplici da capire: infatti i dati vengono
in essi organizzati in insiemi legati tra loro da relazioni di "possesso",
in cui un insieme può possedere altri insiemi di dati, ma
un insieme può appartenere solo ad un altro insieme. La struttura
risultante è un albero di insiemi di dati.

I database Reticolari sono DB di tipo molto simile
al gerarchico, infatti sono un’estensioni di quest’ultimo. Anche
in questo modello di DB gli insiemi di dati sono legati da relazioni
di possesso, ma ogni insieme di dati può appartenere a uno
o più insiemi. La struttura finale è una rete di insiemi
di dati.

I database Relazionali si basano sul modello relazionale
la cui struttura principale è una relazione cioè una
tabella bidimensionale composta da righe e da colonne. La struttura
è una o più tabelle riportanti insiemi di attributi
comuni come colonne e descrizioni come righe.

I database ad Oggetti sono rappresentati da un
insieme di classi, che definiscono le caratterestiche ed il comportamento
degli oggetti che popoleranno il database. La principale differenza
con gli altri modelli è la non passività dei dati.
Infatti con un database tradizionale le operazioni che devono essere
effettuate vengono demandate alle applicazioni che li utilizzano.
Al contrario con un DB Object Oriented gli oggetti memorizzati contengono
sia gli attributi che le operazioni attuabili su tali dati.

In questa digressione quando parleremo di database voglio intendere
sempre database relazionali, non gerachici e nemmeno reticolari,
in quanto questi ultimi stanno praticamente scomparendo dalla panoramica
informatica.

Storicamente il primo database relazionale lo si può imputare
nell’anno 1969 al dott. Edgard Codd dipendente di IBM al tempo.
Sotto precise direttive dell’azienda madre lo scienziato si applicò
anima e corpo all’implementazione di un modello per la raccolta
di quantità massicce di dati completamente slegato dall’implementazione
fisica dei dati. Cioè pur essendo i dati salvati in ordine
su una griglia, lui voleva fare in modo di trovare un metodo matematico
per la rappresentazione di dati spezzettati ma correlati tra loro.
Ebbene oggi è il modello più diffuso, diciamo che
ci ha indovinato.

Adesso che abbiamo descritto la scorza di un database, andiamo
ad esaminarne l’interno.

Un database Relazionale è organizzato in tuple cioè
relazioni (relazioni si intendono insiemi di dati come da teoria
degli insiemi) che sono visibili all’utente come tabelle.
Ogni tabella è organizzata come segue:
In senso orizzontale abbiamo le righe dette records, mentre in senso
verticale abbiamo le colonne dette campi (in inglese fields). Ogni
colonna ha un suo identificativo univoco all’interno della stessa
tabella.
Abbiamo così una bella matrice bidimensionale di dati in
righe e colonne dove le colonne hanno un nome e le righe hanno un
numero.
In un database Relazionale è possibile ricostruire un dato
semplicemente specificando una serie di coordinate:
la quinta riga, la seconda colonna.

Microsoft Excel è fondamentalmente una relazione in un foglio
singolo ed un database in più fogli.

Nel database relazionale è inoltr epossibile collegare n
record di una tabelle con un record di un’altra tabella.

Facciamo un esempio:

Abbiamo una tabella contenente i movimenti fatti sul mio conto
corrente che chiameremo CC.
Una tabella che contiene tutte le transazioni fatte da tutti i bancomat
della mia banca che chiameremo Transazioni.

Supponendo di avere tutti i dati a disposizione (numero di conto,
numero di bancomat etc etc) possiamo vedere in che negozio è
stata effettuata una transazione con il mio bancomat.
Partendo dal numero di conto faccio già una selezione di
solo alcuni record della mia relazione transazioni, mettendo poi
il numero del bancomat potrei filtrare ulteriormente i dati a mia
disposizione.
La data e l’importo in fine sono coloro che mi danno la possibilità
di individuare univocamente la transazione e di andarmi a leggere
il negozio in cui è stata fatta.

Il nostro cervello fa tutte queste operazione senza odinarglielo,
mentre un computer ed un database in particolare hanno bisogno di
istruzioni precise.

Con dati di grosse dimensioni non cambia nulla, anche per database
estremamanete complicati si tratta solo di mettere in correlazione
delle informazioni.

Che cosa è un database? ultima modifica: 2003-02-05T00:00:00+00:00 da Enrico

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2 Comments.

  1. ranieri vincenza

    mi puoi fare l’esempio della tabella del cc grazie

  2. ranieri vincenza

    mi puoi fare l’esempio illustrato della tabella del cc grazie