Delle gioie delle pene


I media, coloro che si occupano di tenere informata ed aggiornatala loro utenza, hanno sempre ignorato la tecnologia ed il suo mondo.
Si sono interessati di tecnologie con l’avvento della clamoroso flop della new economy. Soltanto quando le tecnologie hanno invaso il mercato economico a livello mondiale, noi dell’ “underground” tecnologico siamo diventati di minimo interesse per loro.
Spesso gli argomenti che veninvano toccati, dagli articoli o dagli speciali televisi, erano poco tecnici, in modo tale da essere comunque fruibili dal “popolo”. Si pu√≤ essere d’accordo o meno con questo modus operandi.

Oggi che le tecnologie sono all’ordine del giorno e oggi che tutto (o quasi) funziona tramite il computer… ebbene siamo di fronte all’interessamento dei media, ci guardano, cercano di capirci e poi costruiscono l’informazione da divulgare. Purtroppo per√≤ le informazioni che vengono diffuse sono spesso sbagliate, approsimative e confondibili, si fa presto a prendere pan per focaccia. Nel 1996 quando frequentavo l’ultimo anno dell’istituto tecnico il nostro esimio professore di informatica applicata ci faceva visionare delle video cassette registrate in tarda notte (2-3-4 del mattino) che parlavano di “Basi di dati” “Misurazione computazionale” “Ottimizzazione del codice”. Nei video compariva un professorone dell’universit√† del consorzio Nettuno, preparato, preciso e molto professionale, l’unico difetto √® che la trasmissione
era estremamente notturna… per il resto la TV non parlava quasi mai di informatica, i giornali meno che meno.

Almeno in quel periodo quando sentivi parlare di informatica, quello che ti dicevano veniva assunto per vero… diciamo come postulato ance se la tua materia era completamente ignorata.

Succede che finiscono in televisione storie di ragazzi che stanno imparando cosa vuol dire informatica e cosa vuol dire connettività, lo fanno spavaldamente, infrangono un paio di leggi ed ecco che
diventano il “caso del giorno”. Spiaccicati con le loro azioni nei titoli di testa di un telegiornale, trafiletto in prima pagina, insomma sensazionalismo, titolandoli come criminali informatici, terroristi dell’era digitale (quanto odio questa definizione) ed infilando la parola Hacker ovunque!

I termini utilizzati poi sono assolutamente fuori luogo e spesso  si cade nella ridefinizione del termine stesso.

Hacker¬†√® colui che, curioso della tecnologia, tenta di scoprirne i difetti… per pura curiosit√†, un’esercizio della mente, Hacker per i giornali √® colui che si introduce nei sistemi fallandoli e distruggendoli, spesso per ricavare informazioni a fini di lucro. Insomma, non c’√® nessuna distinzione tra Black Hat e White Hat, rimangono tutti della stessa razza, tutti criminali da rinchiudere. La legge poi non aiuta la definizione. Sequestri, processi e incarcerazioni.
Insomma √® stata creata (questo √® innegabile) una figura nell’immaginario colletivo che √® tra il blasfemo e l’ignaro.

Cracker¬†√® ben diverso da Hacker, ma se chiedi in giro… nessuno si riempie la bocca con cracker per definire uno che fa dei danni, solo Hacker √® la parola pi√Ļ comune… oppure terrorista.
Ma ci si passa sopra, si vede di peggio in giro sui giornaletti scandalistici.
Quello su cui, secondo me, non ci si pu√≤ passare sopra √® il modo in cui in questi giorni sono state trattate le¬† informazioni di tipo assolutamente tecnico. Essendo informazioni tecniche io preferirei dare¬† un’informazione giusta, un’informazione che non da spazio ai misunderstanding. Invece proprio in questi giorni (28-01-2003) alcune testate giornalistiche vogliono fare di pi√Ļ, vogliono dare pi√Ļ informazione (proposito eccezionale), vogliono fornire i dettagli del Worm che si √® diffuso tra venerd√¨ e domenica. Ovviamente siamo in un periodo di trapasso ma mai avrei immaginato che si potesse travisare in questo modo. Un esempio come ce ne sono tanti: La repubblica¬†nella sera di Marted√¨ pubblica nel suo quotidiano on line una notizia riguardante il blocco dei 14 mila sportelli delle poste avvenuto durante la giornata. Eccovi il Link.
Se lo si legge un po’ sovrappensiero sembra tutto normale, peccato che SQL non sia un virus o un “baco appunto”. Parole come “disfunzione informatica”, accidenti non vuol dire nulla.
Diciamo che mi √® scappato un sorriso quando ho letto “…. la nuova minaccia informatica che si diffonde a livello planetario, ha un nome, anzi una sigla: SQL. Un baco appunto …” sembra il prologo di un film che sta tra la fantascenza e l’orrore.

Ma ve lo immaginate un responsabile EDP che deve andare dal suo capo a spiegare che SQL nella sua azienda non √® un virus e che son 5 anni che lo usano? Oppure un domani mi viene affiancata una persona nuova e mi chiede che linguaggio utilizziamo su oracle per creare le procedure? io rispondo “SQL scripting naturalmente
:-)” e lui infranger√† il mio essere chiedendomi tra lo stupito ed il timoroso “Fate virus qui?” sarebbe paradossale! Non voglio criticare colui che ha scritto il titolone… anzi, l’ha scritto molto bene nella forma.
Leggendo qua e la ce ne sono ancora di cose sbagliate.

Non vorrei insistere ma anche lo stesso SQL è stato storpiato in un altro articolo in SQ HELL!!! :-) simpatico vero!?!

Citare fonti certe come Securitynet o Symantec e poi sbagliare completamente il resto non √® di certo una buona cosa. C’√® da chiedersi, a questo punto, se quando fanno articoli di medicina o di astrologia o qualsiasi altra materia dove in tutta onest√† non sono preparato, quello che mi dicono √® vero o √® frutto di un’elaborazione volta a fare scandalo? oppure ancora chi ha scritto il reportage non era abbastanza preparato
ed ha travisato un po’ rendendo il contenuto completamente differente dal vero significato?

Di tutti gli articoli che ho letto in questi giorni, ho citato solo quello di cui sopra perchè mi è sembrato simpatico, e poi si vedeva che era frutto di ricerche (non sto scherzando).
Secondo me colui che lo ha scritto è andato a leggere, a studiarsi la situazione, ha chiesto in giro, ha cercato di farsi un panorama personale di quanto era successo.

Non siamo tutti dei geni, ma almeno la precisione…
Riporto la stessa situazione in ambiente culinario: se passo le ultime ore a leggere un centinaio di ricette per il sugo alla bolognese, comincio a farlo ricordando male quanto letto, e poi presento in tavola ad una cena galante alla mia amata un bel piatto di spaghetti alla presunta bolognese con al posto del pomodoro il Ketchup ed al posto del prezzemolo il finocchio… potrebbe risultare gustoso anche se non credo. La mia amata non avendolo mai assaggiato prima, non lo vorr√† mai pi√Ļ mangiare, ricorder√† sempre
l’obrobrio presentatole la prima volta.

Ammetto di non essere preparato in cucina :-)

Allora perchè ha sbagliato così clamorosamente?
Dobbiamo ancora fidarci?
Quel che leggiamo sul giornale è sempre vero?
Scrivono gli articoli in fretta per pubblicarli per primi?
Ma i porcellini d’india, perch√® si chiamano cos√¨ se non sono n√® porcellini n√® hanno mai visto l’india?

Delle gioie delle pene ultima modifica: 2003-01-30T00:00:00+00:00 da Enrico

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