Patologia di internet? Può essere!


Adesso mi tiro la zappa sui piedi, è da molto che ci penso, ed è da molto che vedo i miei colleghi vicini e lontani usare sempre più spesso strumenti più complessi di quel che serve o troppo poco complessi per quel che devono fare. Il perchè è nascosto dietro ad un fatto semplice, quando noi abbiamo un problema da risolvere non ci restiamo molto davanti a cercare di risolverlo utilizzando le nostre conoscenze, ma andiamo in cerca di qualcuno che lo abbia già fatto.
Un’atteggiamento piuttosto comune. Io la butto lì poi vediamo se qualcun’altro ha voglia e tempo per discuterne.
Mi vengono sempre in mente i cristalli, che visti al microscopio assumono quelle forme geometriche perfette, sono bellissimi da vedere, ma chi gli ha detto di disporsi così in quel modo così … geometrico, voglio dire non aforme? E’ un comportamento spontaneo, insito nelle particelle del cristallo, esso si autoorganizza. Madonna come l’ho presa larga, però prima o poi ci arrivo eh… si vede che non sono un chimico e che le lezioni di chimica non mi son servite.
Nella natura esistono millemila processi che la fanno evolvere, ma la trasformazione fisica spesso è più lenta della mutazione comportamentale. Noi come esseri viventi siamo passati dalla clava, al cavallo, alla tastiera in 10.000 anni, caccia, agricoltura ed infine la rete globale. Ci siamo adattati a tutto questo con lo sviluppo teconologico, cioè sostituendo noi stessi alcune mansioni manuali con delle macchine fredde capaci e precise.

Vado un po’ a ruota libera eh… non ho ancora scritto il titolo di quest’articolo… figuriamo se so dove voglio andare a parare.

Gli adattamenti comportamentali, la autoorganizzazione vanno molto veloci, a tutto buco direbbero a Ferrara, ma se ci si rendesse conto un bel giorno che esiste una certa incapacità di adattamento o se l’adattamento fosse troppo lento o rallentato rispetto allo sviluppo…. nahh sto procedendo a tentoni, vedo di ritornare in carreggiata.
Da dove viene l’innovazione, viene da una mente che scopre qualcosa di nuovo, se ne rende conto e lo rende di pubblico dominio, alle volte la scoperta è puramente casuale, altre è cercata, altre volte ancora è solo un’intuizione recondita.
Con la rete globale noi ci siamo autoorganizzati ma in che modo?
Ad oggi internet ci da la possibilità di dare voce alle nostre scoperte, di lavorarci su in gruppo, di vedere e studiare le altre scoperte. Possiamo affermare che internet ha fatto fare all’innovazione un passo mostruoso, sopratutto nell’interrelazionalità tra idee e persone. E se tutto questo non fosse proprio un bene?
La sparo lì: internet è la fine dell’evoluzione? no forse è troppo grave, troppo forte come frase, però pensandoci non è del tutto sbagliata, noi sappiamo che in meno si è prima si risolve un problema, di fronte ad una problematica da risolvere in 3 persone, si risolve abbastanza rapidamente, in 10 persone è già più difficile in 100 persone quasi impossibile metter d’accordo tutti, ma con internet stiamo mettendo assieme miliardi di persone, tutte lì collegate che condividono le proprie idee, per ora.
Ma vedo sempre più spesso una cosa che mi da fastidio, l’appiattimento dell’intelletto, un comportamento che risulta pericoloso ad esempio è il non sfruttare le proprie capacità per creare qualcosa di nuovo adatto alle proprie esigenze. Si vede tantissime volte la gente che va in cerca di qualcun’altro che abbia già risolto un problema di natura più o meno simile, se ne carpiscono le soluzioni e le si riapplicano alle nostre esigenze, non creiamo più, piuttosto adattiamo.
Non so se sia una cosa grave o meno, se questo pregiudichi la nostra evoluzione, fatto sta che ogni volta che vedo un comportamento simile mi infastidisco e mi chiedo se anch’io fccio così, il che è possibilissimo.
Posso farvi esempi sull’informatica: piuttosto che perder tempo a creare un programma PHP coldfusion asp o quel che volete, si va in cerca di uno che lo abbia già fatto, lo si scarica lo si adatta e se il programma non è proprio quello che cercavamo e quando ci rendiamo conto che ci metteremmo troppo tempo a modificarlo, ne cerchiamo un’altro più bello più adatto.
I programmatori più bravi creano programmi in tempi ristretti che soddisfino le esigenze o fanno ricerche mirate su google per trovare programmi poi modificarli in tempi brevissimi?
Se tutti cominciamo a dire “tanto qualcun’altro l’ha già fatto” prima o poi nessuno fa niente e tutti cercano la soluzione di qualcun’altro. Così facendo rallentiamo fino alla stasi. Spero sempre che quelle menti che hanno voglia di mettersi a creare a costruire esistano sempre e spero anche rimangano fertili come lo sono ora, che costruiscano che sappiano che il loro contributo non è per quelli del copia incolla ma è per tutti.

……

Rileggendolo … sembra che .. sto male… forse si… nahhhh? Ogni tanto vado in para anch’io.
Probabilmente sono stanco di quelli che cercano un howTo del tipo fai così, mettiti in posa, sorridi e premi invio.
Etechs non è così, o almeno lo spero, voglio che sia d’aiuto per i percorsi verso le soluzioni più che per le soluzioni fini a se stesse.
Sperem ;)

Patologia di internet? Può essere! ultima modifica: 2005-11-30T00:00:00+00:00 da Enrico

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4 Comments.

  1. Se non ti conoscessi direi che sei completamente fuori di teschio.

  2. Conoscendoti lo confermo. Sono comunque quasi completamente d’accordo con te.

  3. come mi hanno fatto notare putroppo, l’articolo pienamente scoordinato, probilmente per un periodo di confusione mia, ma venuto fuori cos.

    aggiungendo anche che se l’intento di etechs quello di mostrare una via per la soluzione e non la soluzione, mbh il 90% degli articoli se non di pi proprio fatto al contrario.

    mi spiace, ho perdicato e razzolato male.

    :D alla fine magari diventa un buon proposito, etechs diventer cos :) spero

    oltre ovviamente a essere free as in free, a non sporcare ed a non nuocere ai bambini