Installazione Oracle 8.1.7 su RedHat 7.x


Prima d iniziare una piccola legenda:

Quando, per scrivere un comando, specifico il carattere # prima di cominciare il comando stesso, significa che il comando va eseguito da Root

Quando, invece, specifico $ vuol dire che l’utente non è root. (dirò di volta in volta quale utente utilizzare)

Per ogni comando specificato vanno rispettate le maiuscole e minuscole, Linux è molto case sensitive :-)

Premessa: Oracle, per me è ancora un bel nome che riempie molto bene la bocca. Negli ultimi due anni ho spesso avuto a che fare con questo “abnorme nome rosso”, e tra le varie curiosità che mi si dicevano ce n’è una che mi ha sempre un po’ attirato cito: “Oracle su Linux è più veloce che su Windows”.

Questo ancora non lo so, di sicuro è molto più difficile da installare. Passiamo alla pratica però :-)

Oracle è testato ufficialmente sulla RedHat 6.2 e sulla Caldera (in tutte le sue versioni) quindi se vi capita sottomano il CD od il tar di Oracle 8.1.7 for Linux sappiate che tutti i manuali HTML o PDF che son presenti non si riferiscono alle versioni 7.1 o succesive.

Passare dalla versione 6.2 alla 7.1 o successive di RedHat è relativamente facile, ma Oracle non la pensa così. Il sistema di installazione si basa sulle JDK di Sun Microsystem (JDK = Java Development Kit) in particolare sulla versione 1.1.8 versione 3, non 2 o 2a o 2b, solo la 3 funziona, dobbiamo quindi innanzitutto scaricare 14 Mb di JDK dal sito di www.blackdown.org  ovviamente intasatissimo (come se tutti dovessere installare Oracle su Linux).

Le JDK vengono scaricate in formato .tar.bz2, per installarle basta decomprimere il pacchetto in una particoalre cartella: /usr/local/jdk118_v3 con questo comando:

# tar -xvjf jdk-1.1.8_v3.tar.bz2 -C /usr/local

Purtroppo però l’installazione di Oracle cerca il comando “jre” delle JDK nella cartella /usr/local/java il che ci costringe a creare un link alla cartella con questo comando:

# ln -s /usr/local/jdk118_v3 /usr/local/java

Adesso che anche il supporto java è installato (è stato semplice spero) possiamo pensare a render la nostra distribuzione di Linux compatibile con la RedHat 6.2

Nel corso degli anni alcuni pacchetti nella distribuzione RedHat sono stati implementati o sostituiti da nuovi pacchetti, in questo caso particolare il pacchetto che disturba è binutils-2.10.91.0.2-3 che fa la sua comparsa proprio sulla RedHat 7.1 (primo CD)

Fortunatamente in RedHat non sono degli sprovveduti, hanno inserito dei poacchetti che mantengono la compatibilità con le versioni precedenti (la 6.2 è quella che ci interessa). I pacchetti che dovremo ora installare sono (vanno installati rispettando le dipendenze che Linux vi fornirà di volta in volta):

  • compat-libstdc++-6.2-2.9.0.16
  • compat-glibc-6.2-2.1.3.2
  • compat-egcs-c++-6.2-1.1.2.16
  • compat-libs-6.2-3
  • compat egcs-6.2-1.1.2.16
  • compat-egcs-objc-6.2-1.1.2.16

per l’installazione di questi pacchetti vi riporto di seguito un solo comando, bstasostiuire in seguito il nome del pacchetto ad ogni evenienza (mi raccomando non lasciatevi spaventare dalla lunghezza del comando, aiutatevi con il tasto TAB, è una delle cose che adoro di linux, non ti devi mai ricordare il nome di un file):

# mount /dev/cdrom/

# rpm -Uvh /mnt/cdrom/RedHat/RPMS/compat-libs-6.2-3.i386.rpm

Dopo aver installato i vari pacchetti, verifichiamo che i binutils installati nel nostro sistema siano la versione 2.10.91.0.2-3. Il comando è:

# rpm -q -i binutils

Nella RedHat 7.2 accade che nonostante aver installato i pacchetti di compatibilità l’installazione generi un errore, la versione delle binutils sulla 7.2 è la 2.11.90.0.2-3 che non va bene, in questa caso bastra scaricarsi da qualche mirror della RedHat la versione che ci serve e lanciare il comando

# rpm -Uvh –force –nodeps binutils-2.10.91.0.2-3.i386.rpm

In questo modo abbiamo forzato l’installazione di una vecchia versione delle binutils.

N.B. Al termine dell’installazione di Oracle dobbiamo ricordare di ripristinare le binutils che concorrono con la distribuzione attuale.

Se a questo punto provate a lanciare l’installazione di Oracle dall’utente root, l’installatore vi risponderà che non può farlo da questo utente, sarà quindi necessario creare utenti e gruppi appositi per oracle.

Eseguiamo quindi questi comandi:

# groupadd oinstall

# groupadd dba

# useradd -g oinstall -G dba oracle

# passwd oracle

A questo punto dobbiamo specificare la password per l’utente Oracle, mi raccomando di non lasciarla in bianco, in quanto l’utente avrà accesso some amministratore a tutto il DataBase, quindi avrà la possibilità di scorrazzare tra i vostri dati più sensisbili (già… perchè queli meno sensibili non interessano)

Dobbiamo quindi creare una cartella per l’utente oracle, la posizioneremo dentro a /home, saremo quindi in grado di specificare anche una cartella a cui far puntare il file jar dell’installazione.

# mkdir /home/oracle/product

# cd /home/oracle/product

# mkdir 8.1.7

Adesso dobbiamo far in modo che l’utente oracle sia proprietario di quelle cartelle con il seguente comando:

# chown -R oracle.oinstall /home/oracle/*

Dall’utente root dovremo far in modo che quando l’utente oracle si collega abbia già delle variabili d’ambiente settate (ORACLE_BASE, ORACLE_HOME e ORA_NLS33) e che utilizzi forzatamente le librerie compat* che abbiamo installato all’inizio, per far questo basta editare il file .bsh_profile presente nella cartella /home/oracle il file è nascosto quindi da ambiente x (ambiente garfico) non è visibile, utilizziamo quindi vi o vim (è indifferente)

# vi /home/oracle/.bash_profile

Alla fine del file aggiungeremo le seguenti righe:

export LD_ASSUME_KERNEL=2.2.5

source /usr/i386-glibc21-linux/bin/i386-glibc21-linux-env.sh

export ORACLE_BASE=/home/oracle

export ORACLE_HOME=$ORACLE_BASE/product/8.1.7

export ORA_NLS33=$ORACLE_HOME/ocommon/nls/admin/data

export PATH=$PATH:$ORACLE_HOME/bin

Ora basta fare un logout e ricollegarsi come utente oracle con la password specificata in precedenza

IMPORTANTE: le librerie java non vanno molto d’accordo con gli ambienti in lingua non inglese o americana, è quindi necessario togliere (anche se temporaneamente) qualsiasi impostazione di lingua con il comando

$ unset LANG

Ora dobbiamo solo entrare in ambiente grafico (sempre se non ci si è già), montare il cdrom, lanciare l’installazione e cominciare a ballare :-)

$ mount /dev/cdrom

$ /mnt/cdrom/runInstaller

Abbiamo Finito :-)

Installazione Oracle 8.1.7 su RedHat 7.x ultima modifica: 2002-09-11T00:00:00+00:00 da Enrico

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