Gli effetti devastanti dell’ open source


Leggete questa storia.
Siamo alla fine dell’anno 2002 e sono solo 3 mesi che mi sono
dedicato in tutto e per tutto all’open source, diciamo che il
panorama mi ha sempre incuriosito, ma solo da poco sono dentro
questa strada.
Ho letto molto, mi sono informato sulle licenze, sui sitemi operativi
e sui gruppi di sviluppo.
Ho consultato siti come ziobudda
oppure wired up di recente come
si può intuire dai post che ho lasciato.
Mi sono letto tutto il Jargon
file
mi tengo aggiornato sul panorama delle
free software foundations
e pure sulle aziende a codice chiuso,
il tutto per vedere che direzione prenderà il mercato dei
software.
La filosofia
Open Source
è splendida, rispecchia tutto quello che
sono e che avrei voluto essere, attualmente è una filosofia,
affermata certo ma sempre e solo una filosofia.
Prima di iniziare l’anno 2003, chi come me è un free lance
deve fare una botta di conti, cioè tirar fuori dal taschino
profitti e le spese, i conti sono facili da fare, in soli tre
mesi non possono esistere guadagni ma solo investimenti.
Devo ammettere che se pur fiducioso sono molto spaventato da due
fatti in particolare:

– Persino le aziende + grandi (mandrake
per esempio) deidite al mercato open source sono in crisi e non
sono sicuramente 2 o 3 mesi che lavorano in tal senso
– All’interno della stessa filosofia vi sono gruppi rivali cioè
chi intende l’opensource come forma di profitto unicamente legata
allo sfruttamento delle menti dei programmatori in tutto il mondo,
ed altri che intendono open source come ampliamento della conoscenza

I due movimenti li trovate a questi due indirizzi: http://www.opensource.com
per il primo movimento completamente orientato allo sviluppo e
http://www.gnu.org
per la diffusione della conoscenza ed il suo ampliamento,
in entrambi i siti sono pubblicati i loro manifesti.

A volte capita di imbattersi in forum di discussione in cui a
fatica si riesce a fare la differenza tra le due parti, ed allora
è il caos più completo e saltano discussioni forti,
accese, dai toni molto poco pacati. Tutti sanno che un programmatore
pensa e produce un particolare prodotto, dopo di chè lo
accudisce, lo cura proprio come se fosse un bambino ed ecco che
da programmatore diventa mamma e lo difende con tutte le sue forze.
Quindi chi adotta una certa filosofia la difende a spada tratta
a costo di uscirne contuso e mal ridotto.
Questo capita soltanto nelle comunità di open source, a
codice chiuso invece ci si attiene ad un silenzio quasi reverenziale,
si fanno le operazioni che ci chiedono, si aggiornano i server,
si utilizzano gli strumenti che ci danno a disposizione ed in
trepidante attesa si guarda alla nuova versione dello stesso prodotto.

Il modello di business basato su open source è altamente
instabile, non è regolato da leggi, sta alla capacità
dell’imprenditore di fare del suo software uno standard oppure
uno dei soliti sconosciuti pacchettini sicuramente utili ma poco
conosciuti.
Mandrake
sta chiedendo la carità
alla sua comunity, triste ma
vero, io pensavo che chi avesse un po’ di disponibilità
l’avrebbe aiutata, ma vi invito a leggere i post ed i commenti
di chi utilizza abitualmente una distribuzione gratuita sul sito
wired
up a questo indirizzo
, in fondo all’articolo ci sono i commenti…
non voglio assolutamente accusare nessuno, ma mi ha meravigliato
la cattiveria e le parole dure che sono state usate contro l’azienda.

Insomma, concludendo, credo che la comunità dell’opensource
debba darsi una smossa, forse sono tutti troppo abituati ai prodottini
microsoft, ma sopratutto sono tutti in attesa della nuova luccicante
copia del sistema operativo. Abbattere i costi per i sistemi operativi
linux non sembra essere la soluzione ideale, anche se così
avrebbero pensato tutti, io mi chiedo dove si trova un sistema
operativo che è stabile, sicuro, fatto da esperti a prezzi
di 49$.

Fino a che la stessa comunità dell’open source non la
smetterà con questa stupida lotta interna o perlomeno che
presti attenzione ai soli utenti che veramente ci tengono allo
sviluppo ed alla diffusione della conoscenza, mbhè fino
a che rimarremo a combatterci l’un l’altro ed a guardarci storto…
non si potrà mai scendere in campo col mercato dei sw a
codce chiuso.

Resto sempre dell’idea che io voglio sapere che cosa sta facendo
il mio sistema operativo e sicuramente se ci fosse una backdoor
io vorrei essere il primo a saperlo.

Gli effetti devastanti dell’ open source ultima modifica: 2002-12-31T00:00:00+00:00 da Enrico

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